
Violenza.
Penso sia questa la parola che più fra tutte emerge quando si pensa a Hotline Miami. Una violenza spietata e fantasiosa nell’uccidere a sangue freddo chiunque cercherà di fermare il giocatore. Una violenza talmente assurda da riuscire a fare il giro e diventare normale.
Perché se c’è una cosa in cui questo gioco riesce più di tutti è il come la violenza stessa diventi parte integrante della narrazione e del gameplay. Una narrazione frammentata, a tratti allucinogena e rarefatta, ma che avrà come filo conduttore proprio la violenza, a cavallo tra passato e presente, in quella che sembrerebbe a tutti gli effetti una versione alternativa del nostro mondo tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 90.
PRO: colonna sonora, direzione artistica, varietà nel gameplay.
CONTRO: estrema difficoltà del sequel, troppi dati alla rinfusa, livelli troppo lunghi.