
A quanto ho capito questo è stato un tentativo di replicare l’originale del 1992. Per certi versi è riuscito nell’intento, con scenari incredibilmente curati e un’atmosfera tanto lynchiana quanto lovecraftiana. Un vero peccato che il gioco non sappia offrire molto altro, con un gameplay standard per i survival horror con telecamera dietro la spalla, proponendo enigmi molto basilari e a tratti pure ripetuti.
Salverei dialoghi e caratterizzazione dei personaggi, con una storia che alterna fasi a villa Derceto, le paludi del bayou, fino ad arrivare ad antiche cripte egizie. Il gioco inoltre possiede due personaggi con dialoghi e collezionabili differenti.
Le sensazioni che mi ha trasmesso sono stupore per la cura degli interni e per lo stile dei personaggi, tristezza per la ridondanza delle fasi di shooting che stonano con l’impostazione generale del gioco. Sarebbe dovuto essere un’avventura grafica o un investigativo con pochissimi momenti action e invece, per accontentare il pubblico di massa, si è preferito optare sia per l’una che per l’altra cosa.
So solamente che grazie a questo gioco mi è venuta la curiosità di recuperare i primi capitoli di questo stesso franchise, che aveva anticipato il survival horror prima ancora di Resident Evil.