
Chernobylite possiede molte qualità. A cominciare dal mood ansiogeno che riesce a trasmetterti nelle prime ore, accompagnato da una gran bella colonna sonora atmosferica. Mi ha dato proprio l’impressione di essere una fusione perfetta tra Stalker e Metro. Il primo per l’ambientazione proposta, che si rifà alla Pripyat post nucleare, il secondo per la trama di fondo, con quella nota di romanticismo che non guasta mai.
Un po’ di contesto
Dietro al gioco c’è lo studio polacco The Farm 51, e Chernobylite ha debuttato in accesso anticipato nel 2019. Impersoniamo Igor, un fisico che ha lavorato alla centrale e che torna a Pripyat per scoprire che fine ha fatto la sua fidanzata, sparita 30 anni prima. Una zona ormai controllata dal NAR, un’oscura organizzazione interessata alla chernobylite, il materiale che dà il nome al gioco.
Ho molto apprezzato la costruzione dei personaggi e del supporto tra Igor e Tatyana, la sua amata rapita dal NAR e soggetta a brutali esperimenti.
Il fetish per la costruzione delle basi
Anche la progressione non mi è dispiaciuta affatto. Invece di realizzare un open world fatto e finito si è preferito optare per aree open map a compartimenti stagni e una base dove poter tornare al termine di ogni missione. Base che è possibile costruire con risorse raccolte nel mondo di gioco.
Penso sia da Fallout 4 che ho sviluppato il fetish per la costruzione delle basi e devo dire che ciò che propone Chernobylite è simpatico quanto basta da offrire varietà tra una missione e l’altra. Addirittura sarà possibile usare un computer per modificare le relazioni con i compagni, e per farlo dovremo accedere a una simulazione che trasforma il gioco da un FPS survival horror a un roguelike.
I compagni
A proposito dei compagni, nel corso dell’avventura sarà possibile reclutarne 5 e sarà proprio grazie a loro che Igor riuscirà a sventare il piano alla centrale per riprendersi Tatyana. Inoltre, ogni giorno bisognerà difendere le scorte di cibo e questo influenzerà la psiche dei compagni. Compagni che sarà possibile inviare in missione per raccogliere risorse, un po’ come avviene in This War of Mine.
E non basta mandarli in giro: vanno nutriti e seguiti, e dividere con loro armi e armature aumenta le probabilità che tornino dalla missione con ciò che ci serve.
Se volete approfondire, qui sotto trovate il mio video analisi completo: