
Platform e speedrunning rendono questo FPS più arcade di quanto pensassi. Sarà per la costruzione dei livelli o per la frenesia che ti trasmette, questo gioco mi ha veramente appagato.
Le parti visual novel, alternate a veri e propri stage a tempo che mi hanno ricordato la modalità sfida di Mirror’s Edge mista allo shooting acrobatico di Doom Eternal, le ho trovate una mossa altrettanto vincente. Aggiungiamoci anche le carte equipaggiamento, che hanno abilità attive e passive uniche e che permettono, se sfruttate nel modo corretto, di bypassare il platform del livello canonico per stravolgere le regole del gioco stesso e battere ogni record. Ho ottenuto il finale base.
Il fatto che ogni personaggio abbia un colore mi ha ricordato la logica di Reservoir Dogs. È curioso che l’autore abbia lavorato a opere come Edith Finch, che è di tutt’altro spessore. Lo stile mescola bene quello dei Persona e delle produzioni Atlus con gli anime dove vengono fatti accenni alla mitologia. In questo caso abbiamo un mix tra cristianesimo e mitologia ebraica, che per certi versi mi ha ricordato El Shaddai.