
Ho veramente trovato parecchia genialità in quest’opera che mescola prospettiva e fotografia, alterando completamente le leggi della fisica a proprio piacimento. Per mezzo del Viewfinder saremo in grado di scattare delle fotografie a qualsiasi elemento dello scenario e questo produrrà una polaroid che potremo posizionare in qualsiasi punto del livello per completarlo agilmente.
Anche se non l’ho ancora giocato, mi ha molto ricordato Superliminal per la questione della prospettiva. Mentre per estetica e narrazione ho molto rivisto lo stile di Blow con il suo The Witness.
La particolarità è che il gioco è l’opera prima di Sad Owl Studios, studio scozzese. Per essere il primo gioco, davvero niente male.
Per quanto alcuni livelli li abbia trovati piuttosto forzati (inserendo un timer), ho molto apprezzato la varietà e le tecniche e stili differenti dei puzzle. Sicuramente lo rigiocherei per comprendere di più della trama, della quale ho capito poco e niente. So solamente che un gruppo di scienziati vuole rimodellare la realtà sfruttando queste simulazioni per preservare il pianeta (?).
In ogni caso, carina anche la presenza di un micio digitale che accompagna il protagonista. Anche la durata del gioco non mi è dispiaciuta affatto. Per terminare la campagna con tutti gli enigmi ho impiegato 4 ore. Sensazione di fascino, meraviglia e stupore per le illusioni ottiche.