
Nonostante un inizio abbastanza promettente e pieno di spunti interessanti, Singularity è un normalissimo shooter figlio del suo tempo. Fu l’ultimo gioco sviluppato da Raven Software prima che Activision affidasse loro lo sviluppo dei principali capitoli della serie di COD, incluso Warzone. Un vero peccato, visto che gli spunti creativi affrontati da Singularity erano molteplici, inclusa la manipolazione del tempo su oggetti e nemici e alcuni puzzle ambientali davvero niente male.
Il gioco in sé e per sé offre un tema peculiare. Immaginatevi un’isola, Katorga 12, dove sono stati condotti degli esperimenti su un misterioso elemento in natura noto come E99, in grado di alterare il flusso del tempo mediante un dispositivo ideato dal dottor Barisov, il DMT. Si presenta come un cristallo arancione e, se utilizzato in grandi quantità, può dare vita alla singolarità, che in fisica indica il punto o la condizione in cui le regole standard cessano di valere e le funzioni perdono di significato.
Per questo si tende a sperimentare e giocare con la fantasia, e questo gioco ci riesce abbastanza bene. Mi ha ricordato moltissimo Half-Life per il DMT e Wolfenstein per la distopia, unito a COD per i momenti in slow motion e le fasi di shooting.