
Cosa è successo?
In questi giorni sono uscite tutta una serie di notizie poco piacevoli e abbastanza gravi che hanno coinvolto da un lato Sony con la rimozione su steam di Helldivers 2 in 177 paesi e dall’altro Microsoft che taglia gli studi di Tango Gameworks e Arkane Austin. In tutto questo, Nintendo si fa bellamente i fattacci suoi e aggiorna l’utenza sul fatto che nell’anno fiscale sapremo qualcosa sul successore di Nintendo Switch.
Ma andiamo con ordine.
“For the Players” un paio di balle
Un bel giorno, Sony si sveglia e decide che d’ora in avanti, per poter giocare a Helldivers 2 su PC occorra OBBLIGATORIAMENTE l’account PSN. E che cosa ne sarà dei paesi dove questo servizio non è presente e possiedono il gioco su Steam? Semplice, la prendono proprio in quel posto.
A seguire, sono state più di 250.000 le recensioni negative che hanno portato alla rimozione del titolo su Steam.

Fortunatamente è bastata soltanto qualche ora per arginare il tutto e far tornare le cose alla normalità, ma sento proprio si sia formato un attrito tra Arrowhead e Sony.
Per una volta che era uscito un titolo divertente, capace di coinvolgere un’ampia fetta di pubblico, a prescindere dalla piattaforma, Sony ha ben pensato di voler capitalizzare il tutto, impedendo ai meno fortunati di poter instaurare la democrazia, colonizzando pianeti alieni.
Fortuna che la democrazia, alla fine, ha trionfato per davvero.
Tagli su Tagli: Microsoft che fai?
Cambiamo canale e spostiamoci sul verde ecosistema di Xbox, che con il suo Game Pass sembrerebbe star facendo breccia nel cuore di migliaia di giocatori che sfruttano questo servizio come il burro sul pane con la marmellata, alimentando questo mercato bulimico del tutto e subito.
Perché sto citando così tanto questo servizio apparentemente innocuo per noi poveri videogiocatori squattrinati?
Perché secondo la maggior parte degli utenti, la causa dei licenziamenti e della chiusura definitiva di Tango Gameworks e Arkane Austin sarebbe da imputare proprio all’insostenibilità di questo servizio.
A prescindere dalla veridicità di questa cosa, sembrerebbe che la causa del licenziamento non sia dipesa neanche dal team Xbox, ma dalla Microsoft Corporation stessa, a dimostrazione del fatto che Phil Spencer sia solamente un burattino che non ha un reale potere su quanto accaduto.
Ci tengo a precisare che le mie non vogliono essere assolutamente delle difese volte a scagionare le pessime mosse che stanno facendo sia l’una che l’altra compagnia.

Mi metto nei panni dei poveri sviluppatori talentuosi che vivono nell’incertezza continua di un lavoro instabile causato sempre e solo unicamente dal profitto e dalla sconvenienza da parte dell’azienda utilizzatrice, di doverli mandare a casa in caso la loro arte dovesse fallire per un motivo X o un dato di vendita Y.

Cosa succederà quando l’azienda non avrà più dipendenti?
Sapevamo in cuor nostro che tutte le acquisizioni fatte da Microsoft pre-covid avrebbero condotto a un’incertezza generale causata dalla pessima direzione di alcuni progetti (vedi Redfall).
Ma basta veramente così poco per mandare a casa gli stessi sviluppatori di titoli più che validi come Dishonored o Prey?
Cosa ne penso della faccenda?
Personalmente sono schifato di questo mercato che mira solo ed esclusivamente al profitto, fregandosene bellamente dei videogiocatori.
E voi, giustamente, mi direte: “Ma Digi, sono aziende, devono pensare solo ed unicamente ai soldi. Ci devono pur campare”.
E io: “Chiaro. Ma non esiste un modo per vitare di investire MILIONI sulla produzione di un gioco, producendo qualcosa che possa piacere senza correre alcun rischio di andare in perdita rischiando di chiudere baracche e burattini?” .
Nintendo fuori dall’equazione?
L’esempio più lampante di quanto detto prima è proprio Nintendo, che si fa bellamente i fattacci propri, offre un servizio (Nintendo Online) che per quanto basato su emulatori è in continuo aggiornamento e consente di preservare la propria libreria di titoli in esclusiva sul suo mercato e si autoalimenta senza rischiare di fallire se un titolo dovesse andare male.
Ma soprattutto, se ne sbatte del fotorealismo e di inseguire il modello dei quadrupla A, proponendo delle soluzioni semplici e pensate per dare la possibilità ai videogiocatori di divertirsi.
Lungi da me dire che Nintendo sia intoccabile. Anche lei ha dato prova di commettere degli sbagli con alcuni titoli come lo scandalo di Pokemon Scarlatto e Violetto e il recente Tears of the Kingdom che a detta di molti sarebbe un more of the same di Breath of the Wild che mostra il fianco a ciò che resta della potenza di Switch.
Non voglio assolutamente dibattere e fare polemica su questa faccenda, proprio perché non sono nella posizione di esprimermi, in quanto non possiedo la console. Mi sono solamente limitato ad osservare la sostenibilità di un mercato visto da questi tre punti di vista tra quelli che vi ho voluto proporre, Nintendo mi sembra quella che se la stia cavando meglio.
In più, tramite un comunicato emerso su X, sembrerebbe proprio che entro Marzo del prossimo anno sapremo di più sulla nuova console.
Alcuni sostengono possa addirittura chiamarsi Super Nintendo Switch, il che farebbe sicuramente sorridere, ma restano delle ipotesi.

In definitiva
Sarebbe bello se le grandi corporazioni e software house del caso cominciassero a tutelare e a valorizzare maggiormente i proprio dipendenti e le varie menti creative dietro la realizzazione dei nostri tanto amati videogiochi.

Ciò che possiamo fare in segno di protesta, più che nuclearizzare la base di Phil Spencer su Fallout 76 è cercare di cominciare a guardarci intorno, supportando le piccole realtà, recuperando alcuni giochi del passato e finanziando i team indipendenti che spesso e volentieri sfornano piccoli capolavori.
Smettiamola di inseguire il trend tossico dei giochi multiplayer senz’anima o di stare solo a preoccuparci del mercato dei giochi su mobile. È quello che vogliono loro.
Piuttosto, cerchiamo di andare in controtendenza, preferendo il divertimento al fotorealismo e sostituendo le micro transazioni con emozioni.
Grazie a tutti per l’attenzione, fatemi sapere qui sotto cosa ne pensate se vi va.
Affrontiamo un dialogo costruttivo, mettendo da parte l’orgoglio e le tifoserie da stadio per analizzare il fenomeno con quanta più serenità possibile.