
Mi metto nei panni degli sviluppatori che hanno investito centinaia di ore di lavoro nello sviluppare un gioco che, nel giro di qualche mese (o addirittura giorni), sarebbe finito nel baratro del dimenticatoio, vanificando tutti i sacrifici spesi.
L’altro giorno ne parlavo nel mio sfogo in macchina, in merito alla vicenda che ha visto coinvolto il videogioco Concord, un titolo che molto semplicemente non sarebbe mai dovuto uscire.
Insomma, un flop annunciato. Ma non sarà l’unico che prenderemo in disamina in questo articolo.
Il Caso Anthem in breve

Ve lo ricordate Anthem? Stiamo parlando del gioco che ha messo la zappa sui piedi alla talentuosa BioWare, che adesso si sta giocando il tutto per tutto con Dragon Age: The Veilguard.
Anthem sembrava un titolo innovativo sotto tutti i punti di vista: dal fatto che si trattasse di uno shooter in terza persona con la possibilità di volare su mappe ampie, al feeling delle armi, allo stile delle armature e alla resa complessiva della grafica e delle animazioni. Peccato non si potesse dire lo stesso per le animazioni facciali e dalla struttura dei dialoghi, presi dalla peggior Bethesda, per poi passare al sistema di progressione delle missioni uscite con lo stampino. Tutte uguali. Tutte con lo stesso modus operandi. Vola -> Uccidi -> Ricomincia.
Per carità, stiamo parlando di un MMO che strizzava di molto l’occhio all’allora famosissimo Destiny 2, che però cercava il più possibile di diversificare la formula, proponendo al giocatore vari approcci per vivere un’esperienza sì spettacolare, ma variegata. Anthem ha venduto 5 milioni di copie, di cui 2 milioni solo nella settimana di lancio. Nonostante il flop e il fatto che il titolo sia arrivato a costare pochissimo (addirittura su Amazon te lo davano al prezzo di mezzo chilo di pane), i server del gioco continuano ad essere attivi.
Vi ho voluto raccontare il caso Anthem perché potremmo considerarlo il “paziente zero” dei giochi di ultima generazione che possiedono seri problemi di comunicazione tra ciò che chiedono i publisher e ciò che vuole l’utenza effettiva, a discapito dei poveri sviluppatori.
Suicide Squad: Kill the Justice League

Vogliamo cambiare gioco? Ok, parliamo di Rocksteady e di come poteva tranquillamente evitare l’insuccesso commerciale di Suicide Squad: Kill the Justice League. Ma qui potremmo banalmente addossare la colpa alla Warner, che ha voluto a tutti i costi investire senza conoscere ciò che i fan avrebbero voluto e, per cavalcare l’onda di un film altrettanto fallimentare, dopo il primo trimestre dal lancio hanno perso il 41% dei profitti proprio a causa della Suicide Squad.
Bastava basarsi sui dislike nei trailer di annuncio, bastava sentire l’opinione del popolo per rendersi conto che un gioco come quello non avrebbe mai scalato le classifiche. E invece no, mettiamolo a 70 bombe negli store e speriamo che qualche allocco caschi nella trappola.

Concord

Ma andiamo avanti. Perché il focus di questa notizia, il protagonista indiscusso dello scandalo accaduto nelle ultime ore, è senza ombra di dubbio Concord. Un titolo che già dal trailer di presentazione urlava flop da tutti i pixel. Un gioco che ha richiesto 8 lunghissimi anni di sviluppo, 8 anni che (continuo a ripeterlo) i poveri sviluppatori non avranno mai più indietro.
Non oso immaginare la mole di lavoro di un gioco che, se fosse uscito 8 anni fa (ovvero quando gli hero shooter erano sulla cresta dell’onda), forse avrebbe potuto rappresentare un’alternativa allo stesso Overwatch.
Ma nel 2024, con una caterva di giochi appartenenti a questa sottobranca dell’arena shooter e, per di più, completamente gratuiti, sfruttando la formula dei Free To Play, ma cosa sperava di fare Sony con Concord? No, seriamente, ma ci sono o ci fanno?
Perché di fare all-in su un progetto e mandare tutto a quel paese per colpa di un investimento sbagliato, basta poco. Ce lo testimonia la stessa Microsoft con i recenti licenziamenti per il flop di Redfall (ho scritto un articolo in merito qualche tempo fa).
Ma in questo caso, il pericolo che il gioco non avrebbe avuto successo era abbastanza lampante. È possibile che chi è al potere non si renda più conto di ciò che i giocatori vogliono? O devono per forza inseguire il trend della formula che fa fatturare di più?
Io personalmente non ci sto. Sono stufo dei Flop annunciati e se questo dev’essere lo standard dell’industria delle grandi corporazioni, preferisco godermi lo spettacolo da lontano e vederle affondare come il Titanic.
E voi cosa ne pensate?
Parliamone civilmente nei commenti qua sotto o scrivetemi nei vari social quale potrebbe essere una possibile soluzione per prevenire fallimenti di questo tipo.