
Contestualizziamo

Ho da poco concluso un gioco straordinario.
Uscito il 6 Dicembre 2007 per Wii, No More Heroes ha rappresentato una vera e propria alternativa nel panorama dei titoli Nintendo. Ricordo che insieme a Mad World e Red Steel, costituivano quelle esclusive diverse dal solito, in grado da sole di trainare centinaia e centinaia di giocatori in cerca di un’esperienza fresca e diversa dal solito.
Fortunatamente il gioco ha subito diversi porting, tra cui una versione upscalata per Ps3 intitolata No More Heroes Heroes’ Paradise, che migliora di molto la resa generale di modelli e ambienti. La versione che ho avuto modo di giocare e spolpare per circa 20 ore è quella per PC, più precisamente si tratta di un porting vero e proprio della prima versione, che ho comunque trovato gradevole e godibile nonostante siano passati circa 17 anni.
Suda51 maestro di vita
Inizio col dire che No More Heroes è un gioco di Suda51, un Autore con la A maiuscola di opere quali Killer 7, Lollipop Chainsaw, The Silver Case, Shadow of the Damned e il più famoso Killer is Dead. Stiamo parlando di un autore che sa esattamente l’impronta che vuole dare alle proprie opere e che riesce, tramite i suoi protagonisti, a raccontare storie inusuali, dense di nonsense misto ad aspro cinismo. Se a questo aggiungiamo uno stile a metà tra cinema pulp e anime, in grado di stilizzare e stereotipare al massimo tutti i vari personaggi che compongono le vicende narrate in perfetto stile Haraki, accompagnato da ultraviolenza e splatter degno del miglior Tarantino, otteniamo un gioco decisamente inusuale.
Un protagonista decisamente insolito

Ma la cosa che amo più di ogni altra cosa in No More Heroes sono i protagonisti delle storie di Suda.
Travis Touchdown è letteralmente la più subdola e perversa forma di Otaku esistente in circolazione.
Una persona talmente depravata da noleggiare (e non restituire) videocassette pornografiche dalla ludoteca a due passi da casa sua. Più che casa, quella di Travis è un bilocale di un motel, quel No More Heroes che dà il titolo all’opera. In questo antro Travis non fa altro che collezionare Action Figure delle sue amate idol giapponesi, di cui possiede anche la maglietta, circondandosi da ciò che gli consente di evadere dalla società e a chiudersi quasi come un hikikomori davanti alla televisione, intento ad imparare mosse di wrestling e approfondire il gentil sesso con riviste e documentari a luci rosse. Insomma, il nostro Travis non è di certo uno stinco di santo. In più gli unici momenti in cui esce sono al calar della sera, intento a rimorchiare fanciulle al solito pub, nella speranza che questa possa essere la volta buona. Quando si tratta di… beh avete capito, Travis non si tira indietro.
L’inizio di tutto

Ed è proprio in uno di quei Bar che Travis conosce la sua femme fatale, la donna che lo costringerà a compiere azioni talmente cruente da risultare folli. Ma Travis è disposto a tutto per soddisfare i desideri di una donna che gli ha rubato il cuore in quella notte di alcol e furore. All’inizio questa storia mi ha ricordato molto quella descritta in Scott Pilgrim vs The World, con Scott che fronteggerà tutti i “Malvagi ex” per conquistare il cuore di Ramona Flowers, con la differenza che Travis è un Killer per pura casualità, vincendo a un’asta una spada laser e cominciando ad accettare contratti su commissione per alimentare i suoi hobby da otaku. Sempre per pura casualità entra nella sua vita Silvia Christel, che fa parte di questa misteriosa organizzazione di omicidi su commissione. Per Travis è amore a prima vista e farà di tutto per conquistare le attenzioni della ragazza.
Le cose da fare a Santa Destroy

Omicidio dopo omicidio, versamento dopo versamento, le cifre non fanno che aumentare e il sangue continua a sgorgare copiosamente lungo le strade di Santa Destroy. Per poter accettare i contratti, infatti, Travis dovrà guadagnare cospicue somme di denaro da versare all’organizzazione e per farlo, dovrà guadagnarsi da vivere svolgendo dei lavori presso l’ufficio di collocamento locale. È proprio lì che dimostreremo di essere dei veri uomini, raccogliendo noci di cocco, falciando il prato, occupandoci della spazzatura del quartiere e svolgendo tutta una serie di attività assurde per guadagnare degli extra.
Fortunatamente le cose da fare in questa città non finiscono qui. Potremo svolgere altri contratti d’assassinio minori, raccogliere collezionabili che sbloccano ulteriori abilità passive e persino andare in palestra per aumentare forza e salute massima. Sarà presente anche un negozio di svago, per personalizzare Travis con costumi e ovviamente non mancherà la possibilità di visitare il videonoleggio per acquistare videocassette che accresceranno la nostra conoscenza sul mondo del wrestling, apprendendo sempre mosse nuove. Ultima ma non meno importante sarà la possibilità di svolgere assassini su commissione minori, che faciliteranno di molto l’ottenimento della cifra da raggiungere per poter affrontare il prossimo omicidio della lista.
Inutile dire che ogni livello che affronteremo sarà unico e particolareggiato, ognuno con un proprio stravolgimento, accompagnato da una difficoltà sempre crescente che prediligerà sempre più tecnica e skill del giocatore.
Conclusioni

No More Heroes è una di quelle esperienze di cui ti ricorderai per sempre, proprio per la sua stravaganza e la sua follia. Potrei soffermarmi su ogni scenario, su ogni boss, sulla regia assurda, ma finirei per rovinarvi l’esperienza.
Se saprete andare al di la della ripetitività di certe azioni, sono abbastanza sicuro che vi piacerà molto.