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Uno spazio dedicato ai videogiochi, alle emozioni che lasciano e alle storie che continuano a vivere nella memoria.

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I Giochi del mese: Giugno 2024

  • Giugno 30, 2024

Ben ritrovati, cari Glitch.

Rieccoci con lo speciale sui giochi del mese.

Per chi ancora non lo conoscesse, alla fine del mese premio il videogioco che secondo il mio modestissimo parere si è guadagnato il premio del gioco del mese.
La cosa più caratteristica di questo speciale sarà che alla fine dell’anno, i 12 videogiochi selezionati per ogni mese si sfideranno al titolo di gioco dell’anno.

Trovate le Top Twelve degli anni passati a questo link

È il momento di scoprire quale sarà il gioco del mese di Giugno 2024, ma prima è giusto fare un breve recap dei giochi dei mesi passati:

  1. Gennaio – Eternal Darkness
  2. Febbraio – Metal Gear Solid 2
  3. Marzo – Heavenly Sword
  4. Aprile – The Talos Principle 2
  5. Maggio – Ender Lilies Quietus of the Knights

Ci tengo a precisare che questa e quelle che verranno saranno delle classifica PERSONALI.
Adesso possiamo cominciare, buona lettura!

Evil West

Cosa posso dire su questo titolo?
Si tratta di uno sparatutto in terza persona con elementi che mi hanno molto ricordato Bulletstorm, ambientato in un Far West nostrano pieno di vampiri, licantropi e creature ripugnanti da far fuori a suon di pugni elettrici e colpi di pistola.


Da queste premesse si direbbe che il titolo sviluppato da Flying Wild Hog (gli stessi di Shadow Warrior) non sembri affatto male.
Tuttavia, mi spiace dirvi che ho trovato questo gioco veramente fastidioso in parecchie sezioni.
Che sia colpa dell’hardware su cui l’ho giocato (Ps4 Slim) o della pessima gestione della modalità cooperativa, la mia esperienza su Evil West è stata piena di bug e crash anomali.

Se a questo aggiungiamo una narrativa non particolarmente brillante e una durata che si attesta intorno alle 11 ore quando poteva tranquillamente durare la metà, otteniamo un gioco sufficiente.
Si salva soltanto per il gameplay divertente e variegato, offerto dall’ampio metodo di approccio contro le creature da eliminare.
Sicuramente non ne sentirò la mancanza e devo ammettere che quando l’ho concluso ero quasi felice di non doverci giocare più.

Gears 5 + DLC

Chi mi conosce, sa che la Gears of War saga rientra tra l’Olimpo delle mie serie videoludiche preferite di sempre.

Quando Gears 5 uscì nel settembre 2019 purtroppo non avevo ancora un pc bello performante, ma sono riuscito comunque a giocare a casa di un amico in modalità coop.


La prima run fu quasi mistica, la ricordo con sincero affetto e interesse.
A distanza di quasi 5 anni, grazie al Game Pass, ho rigiocato sia la campagna che il DLC che avevo completamente rimosso.

Sempre in cooperativa con un altro amico, ho ripercorso la storia di Kait Diaz, JD e Dell.

Devo dire che questa seconda trilogia non mi entusiasma particolarmente, ma questo capitolo è decisamente migliore del quarto sotto tutti i punti di vista.
Le uniche cose che mi hanno parecchio fatto storcere il naso sono le due sezioni “open” a bordo dello Skiff, una motoslitta a vela che tutte le volte che la vedo mi ricorda una certa pubblicità.

A parte queste sezioni, che rompono bruscamente il ritmo dell’azione tipica dei Gears vecchia scuola, ho trovato la narrativa generale non particolarmente riuscita.
Sono vivamente contento che con Gears E-Day si voglia fare un passo indietro, anche se sono altrettanto curioso di scoprire come questa seconda trilogia si concluderà.

Attualmente non si sa nulla sul sesto capitolo della serie, ma penso che ne riparleremo tra molto, molto tempo.

Ps: sul DLC non ho nulla da dire perché è di una superficialità talmente grande che non mi sento di dire nulla.
Solo quella di essere felice di aver rivisto il colonnello Hoffman.

In questo link, trovate le mie serie complete sui primi tre capitoli di Gears of War.

Ryse Son of Rome

Lo dirò senza mezzi termini. questo gioco mi ha deluso.

Eh va be Digi, era una tech demo, che ti aspettavi?
Ah, quindi mi state dicendo che bisogna dare per scontato che i videogiochi di questo tipo siano pensati solo per fare vedere i “muscoli” dei poligoni e che quindi non si debbano valutare le meccaniche di gioco e la componente narrativa?
No, io non ci sto. Ryse: Son of Rome poteva essere molto di più di questo.
Sulla grafica non mi soffermo più di tanto. Stiamo comunque parlando del Cryengine e il gioco è stato acclamato solo ed unicamente per quello.


La storia un mix dei film de “Il Gladiatore” e “300”. Del resto, è come gli Americani vedono i romani, ovvero come un ammasso di testosterone, sangue e gloria.

In merito al combat system devo dire che dopo un po’ che ci si prende la mano, diventa fin troppo meccanico e ripetitivo, con intere sezioni di quick time event dove anche se non premi il tasto corrispondente, ti fa ugualmente l’esecuzione sul nemico. In più, quando il nemico è in fin di vita si colora di un’area in base al colore del tasto corrispondente.

Queste scelte di game design, unite a un sistema di interfacce e punteggi che sembrano uscite da un gioco multiplayer, non fanno altro che distruggere l’immersione che il gioco era stato in grado di offrire con il suo colpo d’occhio.

L’unica cosa che giustifico sono la raccolta dei collezionabili composti da bozzetti, soundtrack e persino di un fumetto che riassume le vicende narrate.

Insomma, di Ryse custodivo un ricordo incredibile risalente all’E3 2013, con quel trailer spacca mascella e carico di epicità.
Adesso di quel trailer, non rimane altro che cenere.

Elden Ring: Shadow of the Erdtree

Giocato e finito nel weekend del lancio prima ancora che applicassero patch correttive la difficoltà, questa espansione di Elden Ring è veramente mastodontica.


Potrebbe tranquillamente costituire un gioco a sé per la sua vastità e complessità.

Ho molto apprezzato la verticalità della mappa (anche se From poteva sforzarsi di inserire dei Layer per suddividere al meglio la topografia dell’Albero Ombra) e la varietà degli scontri e dei legacy dungeon proposti.

Con la verticalità hanno anche risolto il problema della distribuzione degli elementi nello scenario di gioco ed anche se i “premi” per l’esplorazione non sono poi così entusiasmanti è comunque un bene che ci siano.

Sulla difficoltà dei boss mi sono espresso più e più volte in questi video (pre e post endgame) mentre per i boss devo dire che sono stati tutti ben pensati per mettere in difficoltà il giocatore, alcuni più di altri.
Se da un lato ci sono boss con difficoltà artificiali e moveset pazzi come il Leone danzante belva divina, da un lato abbiamo dei boss decisamente meglio riusciti e incredibilmente scenici come il pluricitato Messmer o Rellana.

Non mi voglio soffermare più di tanto sulla lore del gioco anche perché dovrei realizzare dei contenuti pensati ad hoc proprio su Elden Ring.

Lo scopriremo solo vivendo. 

Prodeus

Se siete degli amanti dei cosiddetti “Boomer Shooter” dovete assolutamente provare Prodeus.


Stiamo parlando di un videogioco che unisce la grafica retrò tipica dei giochi di fine anni 90 con particolari ed effetti di luce moderni, creando questa sorta di stile Retro-Modern super particolare.

Il gioco attinge a piene mani dal recente Doom Eternal per varietà di arsenale e dinamicità negli scontri, accompagnato da intere sezioni platform ed arcade degne del primo Quake.

È un vero e proprio tuffo nel passato per i giocatori che hanno vissuto in pieno la wave dei primi sparatutto ed allo stesso tempo una scoperta per chi vorrebbe avvicinarsi al genere ma non ha la voglia di tornare così indietro nel tempo.

Prodeus è il perfetto compromesso tra estetica e sano divertimento. Caldamente consigliato.

S.T.A.L.K.E.R. Shadow of Chernobyl

E il gioco del mese non poteva che andare al primo capitolo di questa serie leggendaria.


Dopo anni che volevo cimentarmi nell’esperienza, sono riuscito a portare a termine il primo capitolo di S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl affrontando buona parte delle missioni principali e secondarie e tuffarmi con tutte le scarpe in questa Ucraina post apocalittica, devastata dalle radiazioni e dalle mutazioni genetiche.

Nonostante il gioco sia del 2007, il gioco possiede un’atmosfera pazzesca, al punto da aver avuto un paio di attacchi di tachicardia in alcune sezioni proprio per lo spavento provato.

Certo, non mancano alcuni bug e alcuni limiti tecnici che i giochi dell’est europa si portano dietro da generazioni, ma resta una delle esperienze più interessanti mai provate quest’anno.

Ovviamente durante l’anno (si spera prima dell’uscita di S.T.A.L.K.E.R. 2 prevista per il 5 Settembre 2024) recupererò i due seguiti: Clear Sky e Call of Pripyat.

Giugno è stato un mese bello denso di titoli interessanti e variegati, mi auguro fortemente che Luglio possa risultare altrettanto interessante.
E voi? Cosa avete giocato o cosa state giocando in questi giorni?

Come al solito, scrivete qua sotto nei commenti o raccontatemi quello che è secondo voi il vostro “Gioco del Mese”.

Al prossimo mese, cari Glitch!

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