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Parliamo di: Silent Hill 4

  • Maggio 1, 2024

Molti considerano questo capitolo come quello che darà inizio alla “Grande discesa” che caratterizzerà il brand di Silent Hill fino ai giorni nostri. Io non penso che sia del tutto così e in questo articolo proverò a spiegarvi il perché di ciò.


Silent Hill 4 è un titolo validissimo che risente ancora dell’influsso dei precedenti capitoli.
Partendo da un concetto semplicissimo, si svilupperà una trama particolarmente intricata fino ad attorcigliarsi su se stessa. Il sottotitolo di questo capitolo è “The Room” perché le vicende trattate si svolgono tutte (o quasi) nella camera 302.
Basti pensare la sequenza iniziale del gioco, che vede il nostro protagonista Henry Townshend costretto a svegliarsi bruscamente in seguito a un incubo, un sogno che lo perseguita e che lo fa girare per tutto l’appartamento in cerca di risposte, senza darsi pace.
È proprio allora che vediamo l’emblema di questo gioco. Una porta piena di lucchetti recante la scritta “Don’t go out”.

Un po’ di contesto

Intrappolati nella nostra stessa casa, senza una via di uscita, incapaci di agire.
Possiamo solo guardare dalla finestra, vedere la città in movimento, soffermandoci sui nostri stessi vicini, ma qualcosa interrompe la nostra quiete.


Una voragine, un tunnel generatosi magicamente nel nostro bagno ci suggerisce un’alternativa, quasi come una via per abbandonare la nostra abitazione e raggiungere un’altra dimensione.


Il brusco risveglio ci fa leggermente intuire dove ci troviamo adesso, una metropolitana, la stessa che è possibile vedere da casa nostra. Ma come siamo arrivati qui? Che qualcuno ci stia manovrando? Che sia frutto della nostra fantasia o peggio, che sia di nuovo quell’incubo?
Ci sentiamo smarriti, incapaci di distinguere la realtà dalla fantasia, specialmente quando veniamo a conoscenza del fatto che non siamo soli.
Di li a breve incontreremo Cynthia, una ragazza che abita proprio nel nostro stesso isolato e che non sa perché anche lei sia coinvolta in questa faccenda, così continuiamo il nostro cammino alla ricerca di una via d’uscita..
Qualsiasi cosa facciamo, qualsiasi incarico portato a termine, qualsiasi enigma risolto altro non sarà che il solito ripresentarsi di un brusco risveglio.
Ci catapulteremo sempre dentro la camera 302, senza un preciso motivo ed ogni volta noteremo qualcosa di strano.

Fedele ai capitoli precedenti

La mia non sarà di certo una sintesi della trama principale di SIlent Hill 4 ma questa lunga introduzione serviva per farvi capire in quale realtà ci troviamo, siamo alla continua ricerca di risposte, del perché accadono queste strane apparizioni, cosa c’è nella camera 302 e chi l’abitava prima?
Tutti questi quesiti saranno svelati mano a mano che andremo avanti con la trama, ricca di riferimenti e spunti presi direttamente dai precedenti capitoli della saga.

Anche le meccaniche di gioco sono rimaste fedeli al brand, con una vasta scelta di oggetti contundenti (quali mazze o attrezzi) che ci faranno parecchio comodo durante tutto il gioco. Silent Hill è parecchio conosciuto per la sua ripetitività in determinate situazioni, la scelta di pochi nemici infatti la troviamo in questo capitolo come in quelli precedenti, dettati e caratterizzati al meglio dal mistico velo di follia che avvolge le vicende narrate.
Non mancano i cani mutati, come i coniglietti rosa che colpiscono e spaventano sin dai tempi di Silent Hill 3, alle mutazioni di alcuni nemici caratterizzati per risultare inquietanti e raccapriccianti.


Basti pensare ai bambini nella prigione o agli spettri intrappolati nelle pareti.

Ai confini della realtà

Una delle cose più belle del gioco, oltre le paranoie e i continui interrogativi sui personaggi che ricoprono il racconto è proprio l’interazione in prima persona all’interno dell’ appartamento, il continuo domandarsi se quello che stiamo effettivamente facendo nella realtà possa essere in qualche modo collegato con il sogno e viceversa.
Difficilmente mi capita di restare così incollato ad un gioco e SH4 è riuscito nel suo intento.

Un Sonoro di tutto rispetto

Esaminando il titolo anche dal punto di vista sonoro, posso dire con assoluta certezza che si tratta di un horror estremamente efficace. Potrebbe non mirare semplicemente a spaventare o disgustare il giocatore, ma piuttosto a ricreare l’esperienza di essere intrappolati in una sorta di gabbia dorata senza una chiara ragione, se non quella di portare alla luce gli efferati omicidi dei 21 sacramenti compiuti da Walter Sullivan.


Accompagnati dalla colonna sonora del maestro Akira Yamaoka, Silent Hill 4 si è rivelato essere uno splendido titolo e grazie alla sua storia sono venuto a conoscenza di parecchie cose riguardo il culto mistico che non fa altro che contornare e ripresentarsi sotto pseudonimi, sin dal primo capitolo della serie.


E voi? Cosa ne pensate di Silent Hill 4: The Room?
Scrivetemelo qua sotto nei commenti 🙂

Tags:

Horror Psicologico Konami PlayStation Retrogaming Survival Horror
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