
Ben ritrovati, cari Glitch!
Oggi parliamo di Sundered: Eldrich Edition e di come l’abbia rivalutato parecchio mano a mano che andavo avanti e mi immergevo nelle profondità dei dungeon procedurali che compongono il titolo.
Iniziato credendo si sarebbe trattato di un metroidvania, Sundered si presenta come un titolo alquanto spoglio, fortemente caratterizzato da animazioni e art design completamente disegnate a mano ma piuttosto acerbo nelle meccaniche. Basta premere ripetutamente il tasto
e si possono tranquillamente sconfiggere intere orde di nemici. Fino a quando non sopraggiunge la morte. Solo allora capisci le reali potenzialità offerte dal titolo.
Roguevania

Morendo non si perdono le “anime” e di conseguenza è possibile potenziare Ashe (il nome della nostra protagonista) all’Hub centrale migliorandone parametri come la salute, la difesa, i danni e così via. Capite adesso che il gioco vi porta inevitabilmente a potenziarvi e con i power up, accresce la curiosità nel voler apprendere nuove mosse e tecniche di combattimento. Dopo un’ora di gioco mi sono infatti chiesto quali nuove spell avrei appreso o quali nuove armi avrei trovato lungo i livelli.
Trascorse ormai svariate decine d’ore posso dire di essere stato sufficientemente ripagato dall’attesa e dalla pazienza e mano a mano che scorrerete questo articolo, vi renderete conto delle potenzialità offerte dal titolo.
Le considerazioni iniziali che mi ero fatto sul gioco sono venute meno quando ho capito il mood che Sundered vuole trasmettere. Potenziamento dopo potenziamento, orda dopo orda, boss dopo boss, la nostra protagonista incappucciata ha la possibilità di scegliere se attingere o meno all’oscuro potere degli antichi.
Un pò di trama
In realtà, non vi ho mai raccontato che la storia inizia con una sequenza nel deserto, durante la quale la nostra protagonista si trova coinvolta in forze più grandi di lei, che la trascinano in una dimensione dove esseri noti come Valchirie e oscure divinità antiche hanno combattuto guerre incessanti per il predominio. Dopo una breve sequenza di tutorial, il gioco si apre con un trapezoedro splendente che ci parla, suggerisce cosa fare e ci dona strani poteri in grado di sferrare attacchi.
Anche lui si chiede cosa ci faccia un’umana qui e come si sia invischiata in qualcosa di molto più grande di lei. La sensazione di impotenza provata nelle prime ore di Sundered mi ha ricordato la stessa sensazione in Hollow Knight, quando, senza alcuna abilità, ci si muove per la mappa alla ricerca di risposte, abilità necessarie per proseguire o semplici indizi su dove andare.
Fortunatamente, la sensazione di smarrimento svanisce quando si comincia a comprendere la natura procedurale del titolo.
Proceduralità
Ecco che Sundered presenta diverse sezioni di mappa che si generano casualmente ad ogni nostra morte, il che aumenta significativamente la rigiocabilità del gioco.
Suddiviso in tre grandi aree, il gioco vuole immediatamente farci capire che c’è stata una lotta tra due grandi forze, ognuna delle quali ha cercato di prevalere sull’altra. Sta a noi decidere da che parte schierarci, se abbracciare il potere degli antichi e diventare oscurità, oppure permettere alla luce delle Valchirie di brillare e sradicare una volta per tutte il male presente in questi luoghi dimenticati da Dio.
Va da sé che il mio incontro con Sundered è stato tutto tranne che pacifico. L’unica cosa che risplendeva era l’aura violacea emessa dal mio personaggio, e come Ashe si sia unita al trapezoedro splendente fino a mettere fine alla sua umanità, ha dell’incredibile.

Cosa mi è piaciuto
Quello che mi ha particolarmente impressionato di Sundered è stato il modo in cui sono riusciti a creare stanze che raccontano la lore del gioco, evitando così di cadere nella trappola comune dei roguelike che non forniscono alcuna spiegazione e ti fanno attraversare stanze procedurali anonime e alla lunga ripetitive.

Ho apprezzato molto il design e l’estetica dei boss e delle aree, che richiamano in modo distante l’oscurità che caratterizza le storie di Lovecraft, mescolate con le trame dark fantasy tipiche di un Darksiders.
Sundered non è adatto a tutti. Può risultare stancante e in generale potrebbe non essere apprezzato da chi non è interessato a esplorare nel dettaglio tutti gli elementi che lo compongono.
Cosa non mi è piaciuto
D’altra parte, devo osservare che a volte le orde di nemici (specialmente all’inizio, quando non si dispone di molti potenziamenti) possono risultare particolarmente fastidiose, spingendo così il giocatore a muoversi alla cieca in questo labirinto procedurale alla ricerca di nuovi strumenti capaci di potenziare notevolmente Ashe. Tuttavia, per ottenere tali potenziamenti, è necessario uccidere, creando così un circolo vizioso che si interromperà solo quando avremo ottenuto tutti i potenziamenti nell’hub centrale e acquisito tutte le abilità nelle tre macroaree.

Alcuni giocatori potrebbero trovare questa meccanica stancante e abbandonare il titolo prima del previsto.
In quel caso, sarebbe un vero peccato.
In una parola
Se dovessi sintetizzare in una parola questo titolo direi: Oscuro